What Eco can do for people
Energia solare dalla sabbia? Si può ! 

L’energia del sole puó arrivare anche dalla sabbia! Pare che per accumulare calore la sabbia risulti un materiale praticamente perfetto.

Veniamo al principio di funzionamento. Questo sistema adotta una tecnologia “a torre”, incentrata su una serie di specchi montati su telai eliostati, che seguono il percorso del sole durante l’arco della giornata. Risultato? Un’elevata concentrazione di radiazioni raggiunge il ricevitore di calore, dove si raggiungono alte temperature, come quelle delle centrali a combustibili fossili.
Per fare questo servono i letti fluidizzati, dei recettori composti da sabbia tenuta in sospensione con l’aria, in grado di assorbire in modo molto efficiente l’energia solare, capace di accumularla e  immagazzinarla anche in assenza della fonte luminosa, per ulteriori 5-6 ore. O in alternativa la trasferisce a un generatore di vapore che la converte in elettricità.
La tecnologia STEM si organizza in un modulo base, a cui possono essere collegati numerosi altri impianti con un’operazione di assemblaggio fino a arrivare a potenze di alcuni megawatt.
Il direttore scientifico del progetto, Gennaro De Michele, ne illustra i dettagli: “Abbiamo chiamato la tecnologia STEM anche perché in inglese significa cellula staminale. La cellula nasce non qualificata – aggiunge – e con il tempo, a seconda delle condizioni in cui si trova e degli usi a cui è destinata, si trasforma e si adatta. È flessibile, come il nostro sistema”. Aggiunge De Michele che “si tratta di un metodo totalmente ecocompatibile e ibrido, in grado di usare anche combustibili liquidi e gassosi, senza l’aggiunta di altre apparecchiature. Stem permette di avere tutta l’energia necessaria in ogni posto e dove si vuole. Anche se piove, perché la sua capacità di accumulo è pressoché illimitata”.
Chiudiamo con una nota sul materiale. La sabbia è un solido eccellente per incamerare energia termica, e si trova ovunque, non deperisce ed ha un limite di fusione fissato a 1.600 gradi. È eco-compatibile e si può tranquillamente riutilizzare in altri settori, per esempio l’edilizia.
Un’invenzione tutta italiana per rendere l’energia solare sempre più efficiente.
articolo originale di Claudio Riccardi 


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Veniamo al principio di funzionamento. Questo sistema adotta una tecnologia “a torre”, incentrata su una serie di specchi montati su telai eliostati, che seguono il percorso del sole durante l’arco della giornata. Risultato? Un’elevata concentrazione di radiazioni raggiunge il ricevitore di calore, dove si raggiungono alte temperature, come quelle delle centrali a combustibili fossili.

Per fare questo servono i letti fluidizzati, dei recettori composti da sabbia tenuta in sospensione con l’aria, in grado di assorbire in modo molto efficiente l’energia solare, capace di accumularla e  immagazzinarla anche in assenza della fonte luminosa, per ulteriori 5-6 ore. O in alternativa la trasferisce a un generatore di vapore che la converte in elettricità.

La tecnologia STEM si organizza in un modulo base, a cui possono essere collegati numerosi altri impianti con un’operazione di assemblaggio fino a arrivare a potenze di alcuni megawatt.

Il direttore scientifico del progetto, Gennaro De Michele, ne illustra i dettagli: “Abbiamo chiamato la tecnologia STEM anche perché in inglese significa cellula staminale. La cellula nasce non qualificata – aggiunge – e con il tempo, a seconda delle condizioni in cui si trova e degli usi a cui è destinata, si trasforma e si adatta. È flessibile, come il nostro sistema”. Aggiunge De Michele che “si tratta di un metodo totalmente ecocompatibile e ibrido, in grado di usare anche combustibili liquidi e gassosi, senza l’aggiunta di altre apparecchiature. Stem permette di avere tutta l’energia necessaria in ogni posto e dove si vuole. Anche se piove, perché la sua capacità di accumulo è pressoché illimitata”.

Chiudiamo con una nota sul materiale. La sabbia è un solido eccellente per incamerare energia termica, e si trova ovunque, non deperisce ed ha un limite di fusione fissato a 1.600 gradi. È eco-compatibile e si può tranquillamente riutilizzare in altri settori, per esempio l’edilizia.

Un’invenzione tutta italiana per rendere l’energia solare sempre più efficiente.

articolo originale di Claudio Riccardi 

Mal di testa ? Ecco i rimedi naturali 
E’ uno dei disturbi più diffusi al giorno d’oggi, che affligge almeno 6 milioni di italiani, in particolare le donne, al punto che numerose associazioni reclamano il diritto di riconoscerla come “malattia sociale” parzialmente invalidante. Parliamo della cefalea. Ma forse non tutti sanno che anche  l’alimentazione può aiutare o peggiorare gli attacchi e che è importante conoscere sia i “nemici” che gli “amici”. Ecco allora alcuni cibi top per curare in maniera naturale il mal di testa.

L’alimentazione gioca un ruolo importante nel prevenire la cefalea ed è importante mantenere uno stile alimentare semplice, evitando di mangiare cibi troppo raffinati. Esistono alimenti che possono aiutare a ridurre gli attacchi e prevenire la cefalea  e che non dovrebbero mai mancare nella dispensa di chi soffre di mal di testa. Vediamo quali sono i 6 cibi considerati i migliori alleati per contrastare questo disturbo:
1. Verdure a foglia verde: sono ricche di riboflavina (vitamina B2), considerata un valido aiuto per la diminuzione dell’intensità degli attacchi
2. Pesce grasso e pesce azzurro. Parliamo di salmone, tonno, aringhe, ricchi di omega3, un potente alleato contro il mal di testa, grazie alla sua azione anti infiammatoria.
3. Anguria. E’ il frutto che in assoluto fornisce un grande apporto di acqua e minerali, come il magnesio e il potassio, di cui spesso un organismo affetto da cefalea risulta essere carente. La frutta è un alimento che non dovrebbe mai mancare in una dieta equilibrata e preventiva di numerosi disturbi. E’ però importante evitare di consumare frutta troppo dolce, perché l’apporto di dosi eccessive di zuccheri potrebbe essere causa scatenante di attacchi di emicrania. Si sconsiglia, ad esempio, di consumare agrumi durante gli attacchi e in generale di moderarne le quantità.


4. Patate. Forse non tutti sanno che le patate contengono una quantità di potassio addirittura superiore a quella della banana, considerata la regina del potassio. Proprio questo minerale, di cui un organismo poco idratato risulta essere carente, contribuisce ad allievare i fastidi degli attacchi di cefalea. Una patata bollita (con la buccia), aiuterà a tenere lontano il mal di testa.

5. Caffeina. Sentiamo più spesso parlare degli effetti negativi di questa sostanza eccitante, ma nella cura delle cefalee merita una menzione speciale. La caffeina e la teina, infatti, sono spesso utilizzate nei medicamenti per le cefalee, per la loro proprietà coadiuvante nell’assorbimento degli analgesici. Attenzione però a non esagerare con l’assunzione, o si rischia di peggiorare i sintomi dolorosi.
6. Frutta secca. Un altro alimento d’oro per la lotta alle cefalee sono mandorle, noci e nocciole. Grazie al loro alto contenuto di magnesio, costituiscono un ottimo alleato per contrastare il mal di testa.
articolo originale di Claudia Raganà


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1. Verdure a foglia verde: sono ricche di riboflavina (vitamina B2), considerata un valido aiuto per la diminuzione dell’intensità degli attacchi

2. Pesce grasso e pesce azzurro. Parliamo di salmone, tonno, aringhe, ricchi di omega3, un potente alleato contro il mal di testa, grazie alla sua azione anti infiammatoria.

3. Anguria. E’ il frutto che in assoluto fornisce un grande apporto di acqua e minerali, come il magnesio e il potassio, di cui spesso un organismo affetto da cefalea risulta essere carente. La frutta è un alimento che non dovrebbe mai mancare in una dieta equilibrata e preventiva di numerosi disturbi. E’ però importante evitare di consumare frutta troppo dolce, perché l’apporto di dosi eccessive di zuccheri potrebbe essere causa scatenante di attacchi di emicrania. Si sconsiglia, ad esempio, di consumare agrumi durante gli attacchi e in generale di moderarne le quantità.

4. Patate. Forse non tutti sanno che le patate contengono una quantità di potassio addirittura superiore a quella della banana, considerata la regina del potassio. Proprio questo minerale, di cui un organismo poco idratato risulta essere carente, contribuisce ad allievare i fastidi degli attacchi di cefalea. Una patata bollita (con la buccia), aiuterà a tenere lontano il mal di testa.

5. Caffeina. Sentiamo più spesso parlare degli effetti negativi di questa sostanza eccitante, ma nella cura delle cefalee merita una menzione speciale. La caffeina e la teina, infatti, sono spesso utilizzate nei medicamenti per le cefalee, per la loro proprietà coadiuvante nell’assorbimento degli analgesici. Attenzione però a non esagerare con l’assunzione, o si rischia di peggiorare i sintomi dolorosi.

6. Frutta secca. Un altro alimento d’oro per la lotta alle cefalee sono mandorle, noci e nocciole. Grazie al loro alto contenuto di magnesio, costituiscono un ottimo alleato per contrastare il mal di testa.

articolo originale di Claudia Raganà

Campagna di sensibilizzazione inglese: tutti nudi in bici…per farsi vedere 
Non ci sono piste ciclabili dovunque e i ciclisti non sfrecciano ad ogni ora del giorno e della notte tra le strade urbane, tuttavia il traffico ciclistico in Italia è aumentato negli ultimi anni ma è aumentato anche il numero degli incidenti, mettendo al primo posto il problema della sicurezza stradale dei ciclisti. In Italia il rapporto Aci-Istat del 2012 spiega in cifre molto sugli incidenti stradali.

Secondo il rapporto infatti, mentre sarebbero in calo gli incidenti mortali che coinvolgono le auto, in tutt’altro senso andrebbero visti gli incidenti che vedono i ciclisti come vittime, spesso a causa della disattenzione degli stessi automobilisti.
Considerati insieme ai pedoni, e a ragione, la categoria più debole tra tutti coloro che usufruiscono della viabilità urbana, i ciclisti sarebbero infatti le vittime del 45% degli incidenti mortali in Italia, mentre la media europea si attesterebbe intorno al 33%.
Il dato reale italiano sarebbe di 4.000 morti all’anno causati da incidenti che coinvolgono i ciclisti, vittime spesso della scarsa visibilità del proprio mezzo. E questi dati drammatici sono simili anche nelle grandi città europee come Londra e Parigi (salvo restando i paradisi della bici come Copenhagen e Amsterdam).
Per sensibilizare gli automobilisti a fare più attenzione ai ciclisti, arriva da oltremanica una campagna lanciata dall’Automobile Association. Un video, che riprende il percorso per le strade di Londra di un uomo completamente nudo a bordo della sua bicicletta, è stato infatti diffuso in modo virale sotto l’evocativo hashtag di #Think Bikes.
L’idea è di ‘scuotere’ le coscienze degli automobilisti sul delicato tema della sicurezza stradale e sulla buona pratica di controllare gli specchietti retrovisori. Forse questo video, sottolineando che i ciclisti vanno notati, potrebbe farlo, magari anche strappando un sorriso…
articolo originale di Chiara Greco


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Secondo il rapporto infatti, mentre sarebbero in calo gli incidenti mortali che coinvolgono le auto, in tutt’altro senso andrebbero visti gli incidenti che vedono i ciclisti come vittime, spesso a causa della disattenzione degli stessi automobilisti.

Considerati insieme ai pedoni, e a ragione, la categoria più debole tra tutti coloro che usufruiscono della viabilità urbana, i ciclisti sarebbero infatti le vittime del 45% degli incidenti mortali in Italia, mentre la media europea si attesterebbe intorno al 33%.

Il dato reale italiano sarebbe di 4.000 morti all’anno causati da incidenti che coinvolgono i ciclisti, vittime spesso della scarsa visibilità del proprio mezzo. E questi dati drammatici sono simili anche nelle grandi città europee come Londra e Parigi (salvo restando i paradisi della bici come Copenhagen e Amsterdam).

Per sensibilizare gli automobilisti a fare più attenzione ai ciclisti, arriva da oltremanica una campagna lanciata dall’Automobile Association. Un video, che riprende il percorso per le strade di Londra di un uomo completamente nudo a bordo della sua bicicletta, è stato infatti diffuso in modo virale sotto l’evocativo hashtag di #Think Bikes.

L’idea è di ‘scuotere’ le coscienze degli automobilisti sul delicato tema della sicurezza stradale e sulla buona pratica di controllare gli specchietti retrovisori. Forse questo video, sottolineando che i ciclisti vanno notati, potrebbe farlo, magari anche strappando un sorriso…

articolo originale di Chiara Greco

Sai come si coltivano le verdure primaverili ? 

Carl Gustva Jung sosteneva che ogni essere umano dovesse avere un pezzo di terra da coltivare per ricollegarsi alla Natura. Un orto è fonte di piacere, un modo per sciogliere tensioni mentali, fisiche ed emotive, inoltre può essere un utile strumento per sviluppare nel proprio piccolo la sovranità alimentare, e come già molti luoghi del mondo stanno facendo, per affrontare la transizione verso un nuovo modello economico. Ma sappiamo da dove cominciare per coltivare le verdure primaverili?

L’arrivo della primavera, nonostante le bizzarrie climatiche, porta con sé l’aumento costante di ore di luce e il rinnovato tepore. Come tutta la natura si risveglia, così il giardiniere o il semplice appassionato guarda al suo terreno o al suo balcone con gioia, pronto a sporcarsi le mani.
Anche se non siete dei provetti coltivatori, per iniziare non serve molto: del buon suolo sterile, per evitare che funghi o batteri attacchino le baby piante, dei contenitori e ovviamente dei semi.
Per mettere a dimora i semi si può usare di tutto, non solo i recipienti di plastica nera che si trovano nei negozi specializzati, anzi si possono riciclare le confezioni delle uova o i vasetti dello yogurt. L’importante è che assicurino un buon drenaggio, impedendo alle piantine di marcire.
E’ possibile recuperare del terriccio di buon qualità presso i negozi di giardinaggio. Per suolo ‘sterile’ non si intende un terreno morto ma un composto organico in grado di assicurare alla piante nutrimento, senza la presenza di microorganismi dannosi magari presenti in un compost non fatto bene.
Per evitare una certa confusione e possibili soffocamenti dei neonati germogli è bene stabilire uno schema di semina. Per questo basta seguire le indicazioni presenti nei pacchetti dei semi o le varie guide disponibili anche in rete.
Non tutti i semi però si sviluppano nello stesso tempo indicato dalle guide, la germinazione dipende da molti fattori, come il caldo del terreno e dell’atmosfera, la luce o l’umidità. Non datevi per vinti se i risultati attendono, abbiate pazienza.
Fate attenzione a tenere i vostri germogli umidi ma non annegateli, metteteli in una zona calda ma non troppo. Se avete animali curiosi, posizionate i vasetti lontani dalla ogni possibile incidente.
Coltivare le piante e le verdure primaverili è un po’ come cucinare, per farlo bene, bisogna essere metodici e prendere appunti su come stanno andando le cose. Potete segnarvi quando i primi semi germogliano, quanto tempo ci è voluto perché spuntassero le prime foglie, e cosi’ via, in modo da avere una buona ricetta per i prossimi esperimenti.
Quando le vostre creature saranno cresciute abbastanza allora sarà il momento di ‘svezzarle’, trapiantandole in vasi più grandi o se ne avete la possibilità direttamente nel vostro orto o giardino.
articolo originale di Luca Vivan


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Carl Gustva Jung sosteneva che ogni essere umano dovesse avere un pezzo di terra da coltivare per ricollegarsi alla Natura. Un orto è fonte di piacere, un modo per sciogliere tensioni mentali, fisiche ed emotive, inoltre può essere un utile strumento per sviluppare nel proprio piccolo la sovranità alimentare, e come già molti luoghi del mondo stanno facendo, per affrontare la transizione verso un nuovo modello economico. Ma sappiamo da dove cominciare per coltivare le verdure primaverili?

L’arrivo della primavera, nonostante le bizzarrie climatiche, porta con sé l’aumento costante di ore di luce e il rinnovato tepore. Come tutta la natura si risveglia, così il giardiniere o il semplice appassionato guarda al suo terreno o al suo balcone con gioia, pronto a sporcarsi le mani.

Anche se non siete dei provetti coltivatori, per iniziare non serve molto: del buon suolo sterile, per evitare che funghi o batteri attacchino le baby piante, dei contenitori e ovviamente dei semi.

Per mettere a dimora i semi si può usare di tutto, non solo i recipienti di plastica nera che si trovano nei negozi specializzati, anzi si possono riciclare le confezioni delle uova o i vasetti dello yogurt. L’importante è che assicurino un buon drenaggio, impedendo alle piantine di marcire.

E’ possibile recuperare del terriccio di buon qualità presso i negozi di giardinaggio. Per suolo ‘sterile’ non si intende un terreno morto ma un composto organico in grado di assicurare alla piante nutrimento, senza la presenza di microorganismi dannosi magari presenti in un compost non fatto bene.

Per evitare una certa confusione e possibili soffocamenti dei neonati germogli è bene stabilire uno schema di semina. Per questo basta seguire le indicazioni presenti nei pacchetti dei semi o le varie guide disponibili anche in rete.

Non tutti i semi però si sviluppano nello stesso tempo indicato dalle guide, la germinazione dipende da molti fattori, come il caldo del terreno e dell’atmosfera, la luce o l’umidità. Non datevi per vinti se i risultati attendono, abbiate pazienza.

Fate attenzione a tenere i vostri germogli umidi ma non annegateli, metteteli in una zona calda ma non troppo. Se avete animali curiosi, posizionate i vasetti lontani dalla ogni possibile incidente.

Coltivare le piante e le verdure primaverili è un po’ come cucinare, per farlo bene, bisogna essere metodici e prendere appunti su come stanno andando le cose. Potete segnarvi quando i primi semi germogliano, quanto tempo ci è voluto perché spuntassero le prime foglie, e cosi’ via, in modo da avere una buona ricetta per i prossimi esperimenti.

Quando le vostre creature saranno cresciute abbastanza allora sarà il momento di ‘svezzarle’, trapiantandole in vasi più grandi o se ne avete la possibilità direttamente nel vostro orto o giardino.

articolo originale di Luca Vivan

Hai i piedi freddi ? Ecco i rimedi naturali 
Avere piedi e mani freddi è un inconveniente che si verifica spesso durante la stagione invernale ma per molti può essere associato anche ad altri fattori come una non perfetta circolazione sanguigna. I rimedi naturali contro i piedi freddi sono facili e richiedono solo alcuni piccoli accorgimenti.

Un primo tentativo per favorire una migliore circolazione del sangue anche alle estremità del corpo consiste nell’eliminare fattori potenzialmente associati ad essa, come lo stile di vita sedentario o l’alimentazione. Provando ad aumentare l’esercizio fisico e verificando di assumere tutti i nutrienti necessari per contrastare una possibile anemia, si potrebbe ottenere un miglioramento della propria condizione. Una volta controllato di non avereproblemi medici (come diabete o artrite) in cui i piedi freddi e la cattiva circolazione sono un sintomo, si può tentare di adottare semplici rimedi naturali.
La vite rossa risulta molto indicata in tal senso grazie alla sua capacità di rafforzare vene e capillari agendo anche sulla vasodilatazione; altresì consigliato è il mirtillo, con la sua elevata concentrazione di sostanze antiossidanti; questi ultimi sono presenti in modo abbondante anche nell‘aloe vera, ricca pure di vitamine e sali minerali.
Molto indicato per riscaldare i piedi freddi è l’impacco di edera, semplice da preparare ed efficace.
Possono essere utili anche i pediluvi, semplice rimedio casalingo che consente di riattivare la circolazione oltre a favorire il rilassamento, alleviando il fattore stress.
La cura dell’alimentazione è un’altra accortezza che può permettere di contrastare una cattiva circolazione, potenzialmente responsabile dei piedi freddi: a tavola, quindi, si può introdurre la vitamina C (ad esempio spruzzando semplicemente qualche goccia di limone in un bicchiere d’acqua) durante i pasti per favorire l’assorbimento del ferro non-eme presente, ad esempio, in un contorno di spinaci o in un piatto a base di legumi o tofu.
Meglio ridurre, invece, l’apporto di sale e l’assunzione di caffeina e alcolici durante o  a breve distanza dai pasti.
Con questi semplici e pratici consigli i vostri piedi vi ringrazieranno.
articolo originale di Elle


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Avere piedi e mani freddi è un inconveniente che si verifica spesso durante la stagione invernale ma per molti può essere associato anche ad altri fattori come una non perfetta circolazione sanguigna. I rimedi naturali contro i piedi freddi sono facili e richiedono solo alcuni piccoli accorgimenti.

Un primo tentativo per favorire una migliore circolazione del sangue anche alle estremità del corpo consiste nell’eliminare fattori potenzialmente associati ad essa, come lo stile di vita sedentario o l’alimentazione. Provando ad aumentare l’esercizio fisico e verificando di assumere tutti i nutrienti necessari per contrastare una possibile anemia, si potrebbe ottenere un miglioramento della propria condizione. Una volta controllato di non avereproblemi medici (come diabete o artrite) in cui i piedi freddi e la cattiva circolazione sono un sintomo, si può tentare di adottare semplici rimedi naturali.

La vite rossa risulta molto indicata in tal senso grazie alla sua capacità di rafforzare vene e capillari agendo anche sulla vasodilatazione; altresì consigliato è il mirtillo, con la sua elevata concentrazione di sostanze antiossidanti; questi ultimi sono presenti in modo abbondante anche nell‘aloe vera, ricca pure di vitamine e sali minerali.

Molto indicato per riscaldare i piedi freddi è l’impacco di edera, semplice da preparare ed efficace.

Possono essere utili anche i pediluvi, semplice rimedio casalingo che consente di riattivare la circolazione oltre a favorire il rilassamento, alleviando il fattore stress.

La cura dell’alimentazione è un’altra accortezza che può permettere di contrastare una cattiva circolazione, potenzialmente responsabile dei piedi freddi: a tavola, quindi, si può introdurre la vitamina C (ad esempio spruzzando semplicemente qualche goccia di limone in un bicchiere d’acqua) durante i pasti per favorire l’assorbimento del ferro non-eme presente, ad esempio, in un contorno di spinaci o in un piatto a base di legumi o tofu.

Meglio ridurre, invece, l’apporto di sale e l’assunzione di caffeina e alcolici durante o  a breve distanza dai pasti.

Con questi semplici e pratici consigli i vostri piedi vi ringrazieranno.

articolo originale di Elle

Vuoi eliminare odori con metodi naturali ? 

Spesso in casa aleggiano cattivi odori e in commercio oramai si trovano i prodotti più disparati per correre ai ripari. Il problema è che le varie profumazioni sono delle vere e proprie bombe chimiche che poi restano intrappolate fra le mura domestiche e che continuiamo ad inalare inconsapevolmente. Per questo oggi vi proponiamo alcuni semplici consigli su come eliminare gli odori con rimedi naturali.

Grandi protagonisti saranno il bicarbonato e l‘aceto: il bicarbonato difatti riesce ad assorbire gli odori, mentre l’aceto li copre.
Se avete tritato aglio o cipolla e le vostre mani sono ancora maleodoranti, potete sostituire il sapone con un mix di olio e aceto, con del sapone di marsiglia o del dentifricio; risciacquatele sotto l’acqua fredda perchè quella calda tende a trattenere gli odori.
Se invece avete pulito il pesce prendete qualche goccia di limone e un cucchiaino di bicarbonato o di latte e strofinatevi le mani.
Se volete coprire l’odore della pattumiera e dell’umido, può esservi d’aiuto cospargere il fondo del secchio con del bicarbonato o, nel caso abbiate un gatto in casa, con il composto della lettiera che tratterà anche i liquidi. Ricordatevi almeno una volta alla settimana di sostituire il tutto.
Se il problema sono proprio gli animali domestici ci sono varie alternative: per eliminare l’odore di urina mescolate prima acqua e aceto e pulite la zona desiderata, poi ripetete il tutto mescolando acqua e bicarbonato e passate infine l’aspirapolvere.
Per la lettiera del gatto vi basterà aggiungere al composto un cucchiaio di bicarbonato e se volete anche un’azione antibatterica aggiungete delle foglie di té essiccate.
Per chi convive con un fumatore e deve combattere quotidianamente la puzza di fumo il rimedio è semplice: procuratevi uno spruzzino vuoto e riempitelo di un mix di acqua, aceto e qualche goccia di olio essenziale all’eucalipto. Se volete un effetto locale potete prendere un asciugamano, inzupparlo di aceto e lasciarlo sul termosifone.
Per evitare che il frigorifero sia maleodorante, svuotatelo almeno ogni 2 settimane e pulite con acqua e aceto o acqua e bicarbonato. In alternativa lasciate la confezione vuota di cafféin un angolo del frigo, il caffé assorbirà tutti i cattivi odori. Potete posizionare anche un bicchierino con aceto e bicarbonato. Se il problema è l’odore del melone, lasciate una patata sbucciata nel frigo almeno per 1 notte.
E per coprire gli odori forti della cucina? Ci sono tanti trucchi a cui possiamo ricorrere: mettiamo un pezzo di pane raffermo durante la cottura per far assorbire gli odori di broccoli e cavolfiori o posizioniamo un batuffolo di cotone imbevuto di aceto sopra il coperchio.
Quando cuciniamo il cavolo spremiamo del limone direttamente nell’acqua di cottura o aggiungiamo un cucchiaio di latte. Per la puzza di frittura (ma anche nel caso in cui abbiamo bruciato qualcosa) possiamo far bollire accanto alla padella acqua e aceto o mettere una scorza di limone direttamente nell’olio, ricordando di toglierla appena inizia la doratura.
Per coprire l’odore di bruciato, di pesce e di cipolle, è utile sistemare   in ogni stanza una ciotola con aceto mischiato ad acqua in parti uguali, e la lasciamo per alcune ore, così da farle assorbire la puzza.
Se il cattivo odore proviene dal lavandino, facciamo scendere nelle tubature un bicchiere di aceto riscaldato con del sale grosso e dopo circa un’ora gettiamo dell’acqua bollente.
Per le scarpe da ginnastica ci viene in aiuto il timo essiccato: posizionatene un po’ sulla soletta della scarpa e lasciate agire per tutta la notte. Utilizzando gli ingredienti della nostra tavola – e quasi a costo zero – possiamo definitivamente accantonare i prodotti chimici ed avere comunque una casa profumata e pulita!
articolo originale di Alessia


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Grandi protagonisti saranno il bicarbonato e l‘aceto: il bicarbonato difatti riesce ad assorbire gli odori, mentre l’aceto li copre.

Se avete tritato aglio o cipolla e le vostre mani sono ancora maleodoranti, potete sostituire il sapone con un mix di olio e aceto, con del sapone di marsiglia o del dentifricio; risciacquatele sotto l’acqua fredda perchè quella calda tende a trattenere gli odori.

Se invece avete pulito il pesce prendete qualche goccia di limone e un cucchiaino di bicarbonato o di latte e strofinatevi le mani.

Se volete coprire l’odore della pattumiera e dell’umido, può esservi d’aiuto cospargere il fondo del secchio con del bicarbonato o, nel caso abbiate un gatto in casa, con il composto della lettiera che tratterà anche i liquidi. Ricordatevi almeno una volta alla settimana di sostituire il tutto.

Se il problema sono proprio gli animali domestici ci sono varie alternative: per eliminare l’odore di urina mescolate prima acqua e aceto e pulite la zona desiderata, poi ripetete il tutto mescolando acqua e bicarbonato e passate infine l’aspirapolvere.

Per la lettiera del gatto vi basterà aggiungere al composto un cucchiaio di bicarbonato e se volete anche un’azione antibatterica aggiungete delle foglie di té essiccate.

Per chi convive con un fumatore e deve combattere quotidianamente la puzza di fumo il rimedio è semplice: procuratevi uno spruzzino vuoto e riempitelo di un mix di acqua, aceto e qualche goccia di olio essenziale all’eucalipto. Se volete un effetto locale potete prendere un asciugamano, inzupparlo di aceto e lasciarlo sul termosifone.

Per evitare che il frigorifero sia maleodorante, svuotatelo almeno ogni 2 settimane e pulite con acqua e aceto o acqua e bicarbonato. In alternativa lasciate la confezione vuota di cafféin un angolo del frigo, il caffé assorbirà tutti i cattivi odori. Potete posizionare anche un bicchierino con aceto e bicarbonato. Se il problema è l’odore del melone, lasciate una patata sbucciata nel frigo almeno per 1 notte.

E per coprire gli odori forti della cucina? Ci sono tanti trucchi a cui possiamo ricorrere: mettiamo un pezzo di pane raffermo durante la cottura per far assorbire gli odori di broccoli e cavolfiori o posizioniamo un batuffolo di cotone imbevuto di aceto sopra il coperchio.

Quando cuciniamo il cavolo spremiamo del limone direttamente nell’acqua di cottura o aggiungiamo un cucchiaio di latte. Per la puzza di frittura (ma anche nel caso in cui abbiamo bruciato qualcosa) possiamo far bollire accanto alla padella acqua e aceto o mettere una scorza di limone direttamente nell’olio, ricordando di toglierla appena inizia la doratura.

Per coprire l’odore di bruciato, di pesce e di cipolle, è utile sistemare   in ogni stanza una ciotola con aceto mischiato ad acqua in parti uguali, e la lasciamo per alcune ore, così da farle assorbire la puzza.

Se il cattivo odore proviene dal lavandino, facciamo scendere nelle tubature un bicchiere di aceto riscaldato con del sale grosso e dopo circa un’ora gettiamo dell’acqua bollente.

Per le scarpe da ginnastica ci viene in aiuto il timo essiccato: posizionatene un po’ sulla soletta della scarpa e lasciate agire per tutta la notte. Utilizzando gli ingredienti della nostra tavola – e quasi a costo zero – possiamo definitivamente accantonare i prodotti chimici ed avere comunque una casa profumata e pulita!

articolo originale di Alessia

Ortointasca : la app per scoprire le aziende agricole più vicine 

Smartphone e tablet stanno inesorabilmente cambiando le nostre abitudini di vita, alle volte rendendoci sempre più dipendenti dalla tecnologia ma in altre casi facilitando enormemente gli scambi di informazioni.
In un mondo dove internet sta modificando il modo di conoscere e farsi conoscere, le applicazioni per telefoni e altri supporti permettono ad aziende e consumatori di trovarsi facilmente e anche di influenzarsi in modo reciproco e costruttivo.

Un’ingegnere friulana di 35 anni, Eva De Marco, stanca di un lavoro che si era trasformato in routine e appassionata di ecologia, ha deciso così di creare una startup e sviluppare un app che avvicini i possessori di telefoni e tablet alle aziende agricole della zona in cui vivono. Si chiama Ortointasca ed è disponibile sia per iPhone che per Android.
Attraverso il crowdfunding, sistema che permette di raccogliere fondi per le proprie idee grazie alle persone che navigano in internet, Eva è riuscita a mettere in piedi un sistema articolato in cui le aziende si iscrivono e comunicano la disponibilità dei loro prodotti. E’ un lavoro di mappatura di tutte le realtà produttive italiane che richiede molto tempo e costanza ma che sta raccogliendo l’entusiasmo di produttori e consumatori, i quali spesso ignorano l’esistenza di fattorie vicine a casa propria.
La ricerca di prodotti di elevata qualità ambientale oltre che organolettica ci porta spesso al supermercato, il luogo che le generazioni più giovani riconoscono come unica fonte per l’approvvigionamento del cibo. La fretta e l’abitudine ci fanno dimenticare che però esistono i produttori e che basterebbe poco per contattarli, con il vantaggio di diminuire le nostre spese e permettere a loro di aumentare gli utili, tutto questo senza danneggiare l’ambiente con inutili trasporti da una parte all’altra del paese o del mondo. Questa app non fa altro che rendere la ricerca del cibo a km zero possibile.
I grandi cambiamenti partono dalle piccole cose ma possono avere ripercussioni su vasta scala e ormai lo sappiamo che il cibo e la sua produzione e distribuzione sono qualcosa su cui ciascuno di noi può incidere positivamente anche attraverso un app per cellulari.

articolo originale di Luca Vivan


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Ortointasca : la app per scoprire le aziende agricole più vicine

Ortointasca-400x250

Smartphone e tablet stanno inesorabilmente cambiando le nostre abitudini di vita, alle volte rendendoci sempre più dipendenti dalla tecnologia ma in altre casi facilitando enormemente gli scambi di informazioni.

In un mondo dove internet sta modificando il modo di conoscere e farsi conoscere, le applicazioni per telefoni e altri supporti permettono ad aziende e consumatori di trovarsi facilmente e anche di influenzarsi in modo reciproco e costruttivo.

Un’ingegnere friulana di 35 anni, Eva De Marco, stanca di un lavoro che si era trasformato in routine e appassionata di ecologia, ha deciso così di creare una startup e sviluppare un app che avvicini i possessori di telefoni e tablet alle aziende agricole della zona in cui vivono. Si chiama Ortointasca ed è disponibile sia per iPhone che per Android.

Attraverso il crowdfunding, sistema che permette di raccogliere fondi per le proprie idee grazie alle persone che navigano in internet, Eva è riuscita a mettere in piedi un sistema articolato in cui le aziende si iscrivono e comunicano la disponibilità dei loro prodotti. E’ un lavoro di mappatura di tutte le realtà produttive italiane che richiede molto tempo e costanza ma che sta raccogliendo l’entusiasmo di produttori e consumatori, i quali spesso ignorano l’esistenza di fattorie vicine a casa propria.

La ricerca di prodotti di elevata qualità ambientale oltre che organolettica ci porta spesso al supermercato, il luogo che le generazioni più giovani riconoscono come unica fonte per l’approvvigionamento del cibo. La fretta e l’abitudine ci fanno dimenticare che però esistono i produttori e che basterebbe poco per contattarli, con il vantaggio di diminuire le nostre spese e permettere a loro di aumentare gli utili, tutto questo senza danneggiare l’ambiente con inutili trasporti da una parte all’altra del paese o del mondo. Questa app non fa altro che rendere la ricerca del cibo a km zero possibile.

I grandi cambiamenti partono dalle piccole cose ma possono avere ripercussioni su vasta scala e ormai lo sappiamo che il cibo e la sua produzione e distribuzione sono qualcosa su cui ciascuno di noi può incidere positivamente anche attraverso un app per cellulari.

articolo originale di Luca Vivan

Quali vestiti fanno bene e quali fanno male alla salute ? 

Qualche volta è capitato anche a voi di avere una sensazione di fastidio vestendovi? Il reggiseno stringe troppo, i pantaloni non si chiudono… Beh, non è un mistero che molta della moda oggi sia un male per il nostro corpo e per la nostra salute.
Sono molti gli esperti, medici in prima fila, che puntano il dito sui nostri vestiti e accessori, causa di problemi per la salute e per l’ambiente. Un tacco molto alto danneggia la colonna vertebrale, i piedi, le ginocchia, e i nervi; delle scarpe strette causano l’alluce valgo; borse molto ampie con manici sottili, appesantite dalla miriade di oggetti che ci portiamo dietro, portano altri problemi di postura; cinture strette potrebbero causare torpore alle gambe, orecchini troppo pesanti lo slabbramento dei lobi e infezioni…

E per quanto riguarda i tessuti di cui sono fatti i nostri vestiti? Alcuni materiali come quelli sintetici, possono portare a infezioni a causa dell’umidità che trattengono.
Alcune delle tinte utilizzate per tingerli, infatti, possono contenere coloranti chimici che, oltre a scolorire in lavatrice, sbiadiscono sulla pelle al semplice contatto con la normale traspirazione. Alcuni accessori poi contengono metalli che possono portare a dermatiti da contatto e spesso è il nichel, una sostanza che causa pruriti, rash, allergie e infezioni. Stesso discorso sulle tinture per capelli, ovviamente, e sui cosmetici non a base naturale.
Come fare?
Usate fibre il più possibile naturali, meglio se biologiche e vestitevi eco-sostenibile. Fondamentale è la fabbricazione di abiti e accessori con fibre ‘sane’, per l’uomo e l’ambiente, quali bambù, eucalipto (Tencel), canapa, lino, e i derivati dell’ananas o del banano, la cui coltivazione deve prevedere l‘esclusione totale di pesticidi chimici, il rispetto della naturale rotazione delle colture, e l’utilizzo di metodi biologici per il controllo delle malattie e dei parassiti.
Importante è poi che queste fibre provenienti da coltivazioni biologiche non sia seguito da trattamenti con coloranti e additivi chimici, ma si prediligano tinture il più possibili vegetali, che non contengano tracce di metalli.
Se i nostri abiti sono prodotti seguendo queste linee-guida, anche noi saremo più tranquilli verso il nostro corpo e verso l’ambiente.
E anche l’aspetto etico ha la sua importanza nella scelta di cosa indossare. Forse quello a cui non si pensa, quando si parla di moda, è che ogni anno, migliaia di persone muoiono a causa della contaminazione delle falde acquifere causata dai fertilizzanti agricoli o per condizioni di lavoro massacranti con stipendi ridicoli, per produrre abiti veramente low cost e garantire alti profitti a chi li vende.
In questo senso è utile la promozione dell’artigianato locale che utilizzi metodi di lavorazione nel pieno rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, pagati il giusto e non la pura sopravvivenza. Un commercio equosolidale insomma, fatto di produzione in serie e non solo di pezzi unici, realizzati nel totale rispetto di chi li produce, come nel caso di Altromercato, ad esempio.
E’ importante anche sviluppare il riuso di materiali per produrre nuovi abiti e accessori nuovi, stando attenti comunque alla loro origine naturale, alle tinture utilizzate, per il totale rispetto di chi li indossa.
Oggi sia grandi stilisti che marchi popolari molto conosciuti stanno provando a sfornare abiti eco-friendly, per tutte le tasche, con vestiti che siano eco-sostenibili ma non stravaganti.
Articolo originale di Enrica Bartalotta


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Sono molti gli esperti, medici in prima fila, che puntano il dito sui nostri vestiti e accessori, causa di problemi per la salute e per l’ambiente. Un tacco molto alto danneggia la colonna vertebrale, i piedi, le ginocchia, e i nervi; delle scarpe strette causano l’alluce valgo; borse molto ampie con manici sottili, appesantite dalla miriade di oggetti che ci portiamo dietro, portano altri problemi di postura; cinture strette potrebbero causare torpore alle gambe, orecchini troppo pesanti lo slabbramento dei lobi e infezioni…

E per quanto riguarda i tessuti di cui sono fatti i nostri vestiti? Alcuni materiali come quelli sintetici, possono portare a infezioni a causa dell’umidità che trattengono.

Alcune delle tinte utilizzate per tingerli, infatti, possono contenere coloranti chimici che, oltre a scolorire in lavatrice, sbiadiscono sulla pelle al semplice contatto con la normale traspirazione. Alcuni accessori poi contengono metalli che possono portare a dermatiti da contatto e spesso è il nichel, una sostanza che causa pruriti, rash, allergie e infezioni. Stesso discorso sulle tinture per capelli, ovviamente, e sui cosmetici non a base naturale.

Come fare?

Usate fibre il più possibile naturali, meglio se biologiche e vestitevi eco-sostenibile. Fondamentale è la fabbricazione di abiti e accessori con fibre ‘sane’, per l’uomo e l’ambiente, quali bambù, eucalipto (Tencel), canapa, lino, e i derivati dell’ananas o del banano, la cui coltivazione deve prevedere l‘esclusione totale di pesticidi chimici, il rispetto della naturale rotazione delle colture, e l’utilizzo di metodi biologici per il controllo delle malattie e dei parassiti.

Importante è poi che queste fibre provenienti da coltivazioni biologiche non sia seguito da trattamenti con coloranti e additivi chimici, ma si prediligano tinture il più possibili vegetali, che non contengano tracce di metalli.

Se i nostri abiti sono prodotti seguendo queste linee-guida, anche noi saremo più tranquilli verso il nostro corpo e verso l’ambiente.

E anche l’aspetto etico ha la sua importanza nella scelta di cosa indossare. Forse quello a cui non si pensa, quando si parla di moda, è che ogni anno, migliaia di persone muoiono a causa della contaminazione delle falde acquifere causata dai fertilizzanti agricoli o per condizioni di lavoro massacranti con stipendi ridicoli, per produrre abiti veramente low cost e garantire alti profitti a chi li vende.

In questo senso è utile la promozione dell’artigianato locale che utilizzi metodi di lavorazione nel pieno rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, pagati il giusto e non la pura sopravvivenza. Un commercio equosolidale insomma, fatto di produzione in serie e non solo di pezzi unici, realizzati nel totale rispetto di chi li produce, come nel caso di Altromercato, ad esempio.

E’ importante anche sviluppare il riuso di materiali per produrre nuovi abiti e accessori nuovi, stando attenti comunque alla loro origine naturale, alle tinture utilizzate, per il totale rispetto di chi li indossa.

Oggi sia grandi stilisti che marchi popolari molto conosciuti stanno provando a sfornare abiti eco-friendly, per tutte le tasche, con vestiti che siano eco-sostenibili ma non stravaganti.

Articolo originale di Enrica Bartalotta

Quali sono gli alimenti giusti per una colazione ? 

Iniziare bene la giornata facendo una buona colazione è una salutare abitudine spesso sottovalutata. Si tratta, invece, di uno dei pasti più importanti, quello in grado di darci la carica per affrontare la giornata di studio o di lavoro che ci aspetta. Si calcola che il 30% del fabbisogno calorico quotidiano debba provenire dal pasto mattutino, che rompe il digiuno della notte e aiuta così il nostro organismo a ritrovare la giusta energia per affrontare la giornata.

Per fare una colazione perfetta occorre iniziare da appena svegli bevendo un bicchiere d’acqua che possa depurare l’organismo e favorirne l’idratazione.
Saltare questo momento non aiuta, come erroneamente si può pensare, a dimagrire anzi tende a favorire l’aumento della sensazione di fame che potrà essere smorzata durante le ore successive con snack e stuzzichini.
Si può cercare di variare periodicamente la propria colazione in modo da non renderla monotona.
Una possibilità consiste in una tazza di latte (anche nelle sue varianti di soia, di riso, d’avena, etc.) a cui aggiungere una fetta di pane integrale sulla quale spalmare un po’ di marmellata biologica ed un frutto fresco.
In alternativa, si può consumare anche il té, addolcito con il miele, insieme a qualche fetta biscottata.
Anche ciambelloni o croissant, meglio se realizzati in casa con ingredienti semplici e naturali, possono essere una buona base di partenza per il giorno insieme ad un bicchiere di latte ed un frutto.
I cereali sono, altresì, un ottimo alimento da inserire nel primo pasto mattutino per assumere fibre e vitamine.
A questo punto non dite che non avete tempo per fare colazione e fuggire fuori di casa senza mangiare.
Articolo originale di Elle


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Saltare questo momento non aiuta, come erroneamente si può pensare, a dimagrire anzi tende a favorire l’aumento della sensazione di fame che potrà essere smorzata durante le ore successive con snack e stuzzichini.

Si può cercare di variare periodicamente la propria colazione in modo da non renderla monotona.

Una possibilità consiste in una tazza di latte (anche nelle sue varianti di soia, di riso, d’avena, etc.) a cui aggiungere una fetta di pane integrale sulla quale spalmare un po’ di marmellata biologica ed un frutto fresco.

In alternativa, si può consumare anche il , addolcito con il miele, insieme a qualche fetta biscottata.

Anche ciambelloni o croissant, meglio se realizzati in casa con ingredienti semplici e naturali, possono essere una buona base di partenza per il giorno insieme ad un bicchiere di latte ed un frutto.
cereali sono, altresì, un ottimo alimento da inserire nel primo pasto mattutino per assumere fibre e vitamine.

A questo punto non dite che non avete tempo per fare colazione e fuggire fuori di casa senza mangiare.

Articolo originale di Elle

Anche l’uomo si fa bello con rimedi naturali ! 

Quando si parla di bellezza e cura della persona, solitamente si pensa all’universo femminile, specie se ci si riferisce a prodotti biologici ed eco-cosmetici fatti in casa. Eppure, anche i maschietti sono sempre più attenti alla cura del proprio aspetto e selezionano attentamente i prodotti, le essenze e i profumi che scelgono di utilizzare per coccolare la pelle, prendersi cura della salute dei capelli e del benessere di tutto il corpo. E sempre più spesso anche gli uomini cercano rimedi e cure naturali per la loro bellezza.
 

Le ricette per realizzare direttamente a casa un prodotto per tutte queste esigenze sono tante, e sono pensate esclusivamente per lui. Esperti, principianti o pionieri della bio-cosmesi, per tutti vale comunque la pena affidarsi alla semplicità degli ingredienti naturali piuttosto che spendere quattrini in profumeria o al supermercato acquistando prodotti pieni di siliconi e altre sostanza di dubbia efficacia…
Ecco 3 ricette da provare subito e facilissime da realizzare in casa: un dopo-barba idratante senza alcol, un deodorante naturale, una crema viso esfoliante e levigante.
Dopo-barba naturale in spray o in crema. Ottimo per idratare la pelle dopo la rasatura e renderla morbida ed elastica prevenendo irritazioni e rossori, la ricetta di questo dopo-barba fatto in casa si presta a due possibili varianti, spray o crema. Per la versione spray gli ingredienti necessari sono:
1 tazza di amamelide
1 cucchiaino di glicerina vegetale
6 gocce d’olio essenziale di arancio dolce
3 gocce di olio essenziale di sandalo
Preparazione. Frullate il tutto per pochi minuti nel mixer e versate la lozione così ottenuta in un flacone spry pulito e asciutto. Per la versione in crema:
1/8 olio di cocco
½ tazza di burro di karité
2-4 gocce di olio essenziale di una fragranza a scelta (sandalo, tabacco, bergamotto, cedro, incenso, ecc)
Preparazione. Amalgamate per bene gli ingredienti in una ciotola o un contenitore provvisto di tappo e, una volta pronto, conservatelo in frigorifero.
Deodorante naturale. I deodoranti che si trovano in commercio sono spesso aggressivi e poco rispettosi del PH della pelle. La loro efficacia, inoltre, non è sempre garantita e per uomini impegnati in attività che richiedono un certo sforzo fisico (lavoro, sport, ecc) questo può essere un bel problema. Un buon mix di bicarbonato di sodio e oli essenziali rappresenta l’alternativa naturale e più efficace ai tradizionali deodoranti che compriamo al supermercato. Per realizzare una lozione profumata tutta naturale vi occorrerà:
½ tazza di amido di mais
½ tazza di bicarbonato di sodio
10 gocce di olio essenziale di té
8-10 gocce di olio essenziale a scelta
4 cucchiai di olio di cocco
Preparazione. In una terrina, amalgamate l’amido di mais e il bicarbonato di sodio aiutandovi con una forchetta fino a formare una polvere omogenea. Aggiungete l’olio di cocco poco per volta e mescolate fin quando non si raggiungerà la consistenza desiderata. Unite anche gli altri oli essenziali e conservate in un contenitore di vetro o plastica a chiusura ermetica. Basta una piccola quantità di crema per deodorare efficacemente e in maniera durature le ascelle.
L’olio essenziale del té contenuto nella ricetta ha proprietà antibatteriche ma ha anche un odore abbastanza forte che riuscirete a contrastare efficacemente con la fragranza che preferite. Vi consigliamo profumazioni agrumate, menta o sandalo.
Crema viso esfoliante e idratante. Ideale per la pelle secca o provata dal freddo invernale, la crema che vi suggeriamo di realizzare lascia il viso morbido e levigato, aiutando ad alleviare rossori e irritazioni. Applicata con costanza due volte a settimana, il risultato vi sorprenderà! Ecco gli ingredienti necessari:
2 cucchiai di farina d’avena
¼ di cucchiaino di sale marino
1 cucchiaino d’acqua
½ cucchiaino d’olio d’oliva
½ cucchiaino di miele
Preparazione. Mescolate bene gli ingredienti fino a formare una pasta omogenea e piuttosto compatta. Se appare troppo densa, diluite con un po’ d’acqua. Strofinate una piccola quantità sul viso con movimenti circolari e delicati, indugiando sulle zone più critiche (mento, naso, fronte). Risciacquare con acqua tiepida.
articolo originale di Erika Facciolla


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Le ricette per realizzare direttamente a casa un prodotto per tutte queste esigenze sono tante, e sono pensate esclusivamente per lui. Esperti, principianti o pionieri della bio-cosmesi, per tutti vale comunque la pena affidarsi alla semplicità degli ingredienti naturali piuttosto che spendere quattrini in profumeria o al supermercato acquistando prodotti pieni di siliconi e altre sostanza di dubbia efficacia…

Ecco 3 ricette da provare subito e facilissime da realizzare in casa: un dopo-barba idratante senza alcol, un deodorante naturale, una crema viso esfoliante e levigante.

Dopo-barba naturale in spray o in crema. Ottimo per idratare la pelle dopo la rasatura e renderla morbida ed elastica prevenendo irritazioni e rossori, la ricetta di questo dopo-barba fatto in casa si presta a due possibili varianti, spray o crema. Per la versione spray gli ingredienti necessari sono:

  • 1 tazza di amamelide
  • 1 cucchiaino di glicerina vegetale
  • 6 gocce d’olio essenziale di arancio dolce
  • 3 gocce di olio essenziale di sandalo

Preparazione. Frullate il tutto per pochi minuti nel mixer e versate la lozione così ottenuta in un flacone spry pulito e asciutto. Per la versione in crema:

  • 1/8 olio di cocco
  • ½ tazza di burro di karité
  • 2-4 gocce di olio essenziale di una fragranza a scelta (sandalo, tabacco, bergamotto, cedro, incenso, ecc)

Preparazione. Amalgamate per bene gli ingredienti in una ciotola o un contenitore provvisto di tappo e, una volta pronto, conservatelo in frigorifero.

Deodorante naturale. I deodoranti che si trovano in commercio sono spesso aggressivi e poco rispettosi del PH della pelle. La loro efficacia, inoltre, non è sempre garantita e per uomini impegnati in attività che richiedono un certo sforzo fisico (lavoro, sport, ecc) questo può essere un bel problema. Un buon mix di bicarbonato di sodio e oli essenziali rappresenta l’alternativa naturale e più efficace ai tradizionali deodoranti che compriamo al supermercato. Per realizzare una lozione profumata tutta naturale vi occorrerà:

  • ½ tazza di amido di mais
  • ½ tazza di bicarbonato di sodio
  • 10 gocce di olio essenziale di té
  • 8-10 gocce di olio essenziale a scelta
  • 4 cucchiai di olio di cocco

Preparazione. In una terrina, amalgamate l’amido di mais e il bicarbonato di sodio aiutandovi con una forchetta fino a formare una polvere omogenea. Aggiungete l’olio di cocco poco per volta e mescolate fin quando non si raggiungerà la consistenza desiderata. Unite anche gli altri oli essenziali e conservate in un contenitore di vetro o plastica a chiusura ermetica. Basta una piccola quantità di crema per deodorare efficacemente e in maniera durature le ascelle.

L’olio essenziale del té contenuto nella ricetta ha proprietà antibatteriche ma ha anche un odore abbastanza forte che riuscirete a contrastare efficacemente con la fragranza che preferite. Vi consigliamo profumazioni agrumate, menta o sandalo.

Crema viso esfoliante e idratante. Ideale per la pelle secca o provata dal freddo invernale, la crema che vi suggeriamo di realizzare lascia il viso morbido e levigato, aiutando ad alleviare rossori e irritazioni. Applicata con costanza due volte a settimana, il risultato vi sorprenderà! Ecco gli ingredienti necessari:

  • 2 cucchiai di farina d’avena
  • ¼ di cucchiaino di sale marino
  • 1 cucchiaino d’acqua
  • ½ cucchiaino d’olio d’oliva
  • ½ cucchiaino di miele

Preparazione. Mescolate bene gli ingredienti fino a formare una pasta omogenea e piuttosto compatta. Se appare troppo densa, diluite con un po’ d’acqua. Strofinate una piccola quantità sul viso con movimenti circolari e delicati, indugiando sulle zone più critiche (mento, naso, fronte). Risciacquare con acqua tiepida.

articolo originale di Erika Facciolla